In uno scenario dove gli imprenditori, fino a pochi anni fa, parlavano principalmente di fatturato, oggi la priorità è il margine operativo lordo (Ebitda). Questa evoluzione segna una consapevolezza strategica: essere grandi in termini di ricavi non basta, ciò che conta davvero è la solidità operativa.
Secondo un report del Sole 24 Ore, il panorama attuale resta segnato da grandi incertezze nel breve termine, in particolare a causa delle tensioni geopolitiche, dell'alto costo dell'energia e del rischio di politiche tariffarie più rigide che potrebbero penalizzare l'export. Le imprese familiari italiane prevedono budget stabili o in contrazione sul fronte dell’Ebitda. Tuttavia, mostrano un certo ottimismo nel medio periodo grazie agli investimenti già in corso volti a migliorare l’efficienza tecnica e tecnologica.
Nel breve termine però, la protezione della marginalità domina le priorità delle imprese familiari italiane. In cima all’agenda figurano trasformazione tecnologica (con il 60% che intende investire significativamente sui sistemi aziendali), transizione ecologica (il 70% sta implementando soluzioni per migliorare efficienza energetica e ridurre consumi), analisi della concorrenza (40%) e comprensione dei cambiamenti nei comportamenti d'acquisto della clientela (indicati da oltre il 50%). Un altro tema centrale è la riorganizzazione delle filiere produttive e internalizzazione e reshoring (30%).
Questi interventi risultano cruciali per affrontare un anno ancora di transizione. Il rilancio nei prossimi tre anni passerà per tre direttrici strategiche principali. La prima riguarda l’evoluzione manageriale: il 70% degli imprenditori punta a coinvolgere le nuove generazioni nei ruoli chiave e a valorizzare i “Family Office” ovvero società holding che gestiscono il patrimonio di famiglia, come strumenti non solo per conservare il patrimonio familiare, ma per reinvestirlo attivamente. La seconda è rappresentata dall’offerta di servizi ad alto valore aggiunto, considerata essenziale dall'80% delle imprese. Infine, c’è la trasformazione digitale: il 90% considera prioritario diventare sempre più competitivo nel settore digitale, con particolare attenzione all’adozione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale.
Questo dinamismo si riflette anche nell’incremento delle operazioni di fusione e acquisizione (M&A) nel mercato italiano. Nel 2024 sono state concluse 1.369 operazioni, con un aumento dell’8% rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo di 73 miliardi di euro (+91%). Gli investimenti internazionali hanno giocato un ruolo significativo (417 deal), mentre i fondi di private equity hanno partecipato a 170 operazioni. Questo trend di crescita del mercato M&A sembra destinato a proseguire anche nel 2025, grazie al dinamismo e alla strategia delle imprese familiari nel continuare ad adattarsi e innovare.
In tale ambito, il ruolo di OrientaTasse, quale consulente strategico, è quello di offrire un supporto nella gestione delle dinamiche familiari, contribuendo alla crescita e alla sostenibilità dell’impresa nel lungo termine aiutando a raggiungere gli obiettivi prefissati attraverso l’adozione di strumenti quali la struttura Holding e società Operativa, capaci di valorizzare la marginalità e la pianificazione fiscale aziendale anche nell'ottica di operazioni di M&A.